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Il Corriere della Riviera Jonica e dintorni...

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L'Unità d'Italia, vista dai Sindaci della Riviera Jonica

 

(I sindaci sono stati inseriti in ordine alfabetico).


 

 

Nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia siamo tutti chiamati a festeggiare la ricorrenza ma, soprattutto, a manifestare la nostra convinzione che essa è un bene prezioso che deve essere tutelato e trasmesso alle future generazioni come un valore imprescindibile. E’ l’occasione, questa, in cui tutti i cittadini italiani, di ogni età e di ogni condizione sociale, si uniscono idealmente intorno alla nostra bandiera per ridare vigore alle nostre istituzioni e trasmettere un messaggio ben preciso: è dovere di ogni cittadino italiano difendere sempre e in ogni luogo i valori fondamentali del nostro Stato: l’Unità d’Italia e la Costituzione. VIVA L’ITALIA!

Alberto Morabito Sindaco di Santa Teresa di Riva.


"Unità": per noi, per i nostri figli, per quelli che verranno, per la pace, per

il progresso della nostra grande Patria Italia, per gli ideali di libertà e democrazia,

contro l'odio razziale ed ogni forma di secessione. "Forza e onore"!!
 

 

Nino Bartolotta Sindaco Savoca.


Il 150° anniversario dell'Unità d'Italia rappresenta un evento di alta valenza civile, sociale, storica e culturale, da festeggiare con convinzione e, soprattutto, con l'animo aperto ad una riflessione seria e profonda rivolta a cogliere tutte le positività dell'esperienza di un popolo unico e straordinario e ad immaginare un futuro che sia sempre più proteso al progresso del nostro Paese. Infatti, 150 anni di storia unitaria dimostrano la ricchezza della nostra tradizione fondata su una incomparabile concentrazione di valori immortali  che sono stati portati avanti ed esaltati da diverse generazioni di italiani con spirito di sacrificio, dedizione ed altissimo senso civico. In un momento storico in cui le spinte disgregatrice e disfattiste sono, purtroppo, pesantemente presenti nella società e rappresentate anche nelle Istituzioni, il valore costituito dall'Unità d'Italia è un insostituibile baluardo anche e soprattutto per il futuro delle nuove generazioni, alle quali è indispensabile lanciare un messaggio sull'importanza di radicare il senso dello Stato e lo spirito di appartenenza ad una Nazione che da un secolo e mezzo ha scritto pagine impareggiabili di storia dell'umanità e può e deve essere un faro di civiltà e di progresso per l'avvenire. Antonio Di Ciuccio Sindaco di Antillo


La celebrazione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, in questo particolare

periodo di crisi di valori ed ideali, ha un valore fortemente significativo, celebrare date, anniversari e commemorare i giovani garibaldini e i caduti di ogni guerra, deve servire da

monito per le generazioni future. È, quindi, obbligo ricordare quegli uomini che arrivarono a sacrificare anche la propria vita, pur di realizzare quel desiderio di libertà e quella volontà di democrazia che forte sentivano nei loro cuori.

Giovani che, superando un presente calpestato dall’oppressione e dalla guerra,

hanno lavorato per donare a noi un futuro più sereno: ci hanno dato la

democrazia e ci hanno insegnato che bisogna saper difendere tali valori

costi quel che costi. L’Italia libera e democratica, lo Stato in cui oggi viviamo e di cui facciamo parte, le Istituzioni di cui anche i nostri Comuni fanno parte, sono il frutto di questo lavoro.

A noi, oggi, spetta il compito di dimostrare di aver imparato dall’esempio di chi ci ha preceduto e dobbiamo essere fieri di essere italiani perché è l’unità che fin qui ci ha portati, non la divisione; un’unità che ancora oggi, come ieri, continua ad essere necessaria per poter affrontare e superare con dignità le sfide che ci attendono e già mettono alla prova il nostro Paese, in un mondo che è cambiato e continua a cambiare. Via il Nostro Comprensorio, Viva l’Italia. Armando CARPO Sindaco di Mandanici


Un pensiero sulle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia non può che essere positivo se intendiamo il 17 marzo 2011 come l’occasione per soffermarci sui valori fondanti della nostra vita politica e sociale. Le innumerevoli manifestazioni di questi giorni, ci vedono coinvolti in prima persona dal momento che è un dovere istituzionale ricordare, in maniera significativa, i momenti, i personaggi e le ideologie su cui si basa la nostra Costituzione, al fine, soprattutto, di contribuire a formare la coscienza civile delle nuove generazioni. Ma proprio perchò si possa essetr concretamente vicino ai giovani, l'Amministrazione Comunale di Furci ha scelto, in questa speciale ricorrenza d'intitolare una via cittadina ad uno dei protagonisti di primissimo piano dell'Italia di oggi, il giovane Pasquale Simone Neri, eroe di Giampilieri 2009. Quanto all'utilizzo poi, di "immagini di repertorio" dell'Unità d'Italia, certo, è difficile ai nostri tempi, proporre la “Leggenda di Garibaldi” di G. Carducci come si faceva con noi bambini di 50 anni fa: ma al tempo stesso, come Sindaco, non posso accettare atteggiamenti volutamente irridenti e provocatori che talune forze politiche pongono in essere nei confronti dei valori e dei simboli dell’Italia Unita. Episodi eclatanti non ultimo  quello dell’allontanamento dall’aula del Consiglio Regionale della Lombardia di alcuni componenti leghisti al suono della prima nota dell’inno di Mameli, suscitano più di un dubbio sulla reale onestà intellettuale di alcuni protagonisti della vita politica, ida cui certamente non mio sento rappresentato e che avrebbero preferito, al clamore Tricolore di questi giorni, una grigia, tacita dimenticanza.. Bruno Parisi Sindaco di Furci Siculo


“NON PARTECIPERO’ A NESSUNA CELEBRAZIONE, POTREMMO CELEBRARE LA DISUNITA’ D’ITALIA” E LA MORTE DELLA VERA CLASSE POLITICA SICILIANA “Non parteciperò a nessun evento celebrativo perché ritengo che la Sicilia ed i siciliani abbiano ben poco da festeggiare, anzi interpretando il malessere diffuso che cresce quotidianamente nella nostra amata terra mi viene voglia di affermare che potremmo celebrare "la disunità d'Italia". Non mi sento inoltre, di partecipare al dibattito sulle motivazioni storiche in quanto faccio l'amministratore locale ed il parlamentare e non mi occupo di analisi storiche, meglio che le facciano gli storici di professione. Non mi sento poi di associarmi all'ipocrita schieramento che sottolinea che è colpa "del governo ladro" perché, nonostante il nostro Statuto di autonomia (oltre 65 anni..!) abbiamo dimostrato, che pur avendone  gli strumenti siamo stati incapaci. Mi verrebbe da esclamare che il 17 marzo potremmo commemorare la morte della vera classe politica siciliana che ha utilizzato la nostra autonomia per creare l'attuale sistema regionale parassitario e lobbistico. D’altronde dove è stata la nostra classe politica nazionale e regionale in questi ultimi 65 anni? Ha più colpe  Bossi che in modo folcloristico e denigratorio difende il proprio territorio, o i nostri blasonati parlamentari che hanno fatto i giullari e gli ascari di corte di professione? Amo l'Italia, mi commuovo sentendo l’inno di Mameli, mi sento di appartenere ad una nazione e rispetto il tricolore. Non posso però sopprimere la  mia rabbia di giovane siciliano che, a differenza di altri, ha legato il proprio destino e quello della propria famiglia alle sorti della Sicilia. Auspico che il 17 marzo sia una giornata non celebrativa, ma di 'giuramenti' da parte di tutta la classe politica siciliana rispetto ad una italianità sostanziale che in Sicilia dobbiamo ancora affermare rifuggendo dall'ipocrisia e dagli atteggiamenti alla Ponzio Pilato. Io ritengo di comprendere cosa deve essere radicalmente modificato in Sicilia e lotterò con tutte le mie forze per consentire ai siciliani di potersi definire al più presto italiani”. On. Cateno De Luca Sindaco di Fiumedinisi.


L'unità d'Italia, di fronte alla storia, per alcuni una conquista, per altri una liberazione, dietro la retorica dei festeggiamenti del 150.mo anniversario, maschera ancora oggi eclatanti omissioni di un'altra verità che ha generato evidenti conflittualità mai superate tra nord e sud. VIVA l'ITALIA, comunque!

 

Filippo Dr. Ricciardi Sindaco di Limina


PERCHE’ I 150 ANNI DI UNITA’ D’ITALIA SONO DA FESTEGGIARE. Perché siamo nati qui; perché qui ci sono i nostri amori: perché qui ci sono i nostri morti; perché esultiamo ogni volta che l’Italia vince. perché siamo i più eleganti. perché da noi si cucina e si mangia benissimo, perché abbiamo un grande cuore; perché solo noi possiamo parlare male del nostro paese e ci arrabbiamo quando gli altri ne parlano male; perché in tanti, nel passato e nel presente, sono morti per difenderla e per difendere la democrazia; perché abbiamo alle spalle ben oltre 100 presidenti del consiglio e, nonostante tutto, continuiamo a credere nel futuro; perché questa è la patria dei nostri figli e di quelli che verranno; perché ci incazziamo e mastichiamo amaro quando i leghisti, che dovrebbero rappresentare anche essi l’Italia, la sbeffeggiano e la offendono;:perché brontoliamo e ci lamentiamo, ma, in fondo, amiamo la nostra Italia e guai  chi ce la tocca. Perché siamo ITALIANI.  Gianni MIASI  SINDACO DI ROCCALUMERA


Gentilissime concittadine, carissimi concittadini, giovedì 17 marzo si celebra in tutti i Comuni il 150ntesimo anniversario dell’Unità d’Italia. Nizza di Sicilia è particolarmente interessata all’evento perché, al grande valore dell’Unità della Nazione, si aggiunge la storia, altrettanto significativa, dell’origine del nostro Comune. Infatti Nizza di Sicilia venne cosi chiamato perché i Garibaldini del nostro Comune, che in quel tempo aveva il nome di San Ferdinando, guidati dal Colonnello Giovanni Interdonato, il 4 agosto del 1960, onsegnarono una raccolta di 190 ducati a Giuseppe Garibaldi - che si trovava a Faro, dopo la vittoriosa battaglia di Milazzo e in attesa di passare in Calabria,- per incoraggiarlo nella sua difficile impresa per liberare il Regno delle due Sicilie dai Borboni. Nella ricevuta egli, triste per la perdita della sua amata Nizza, che era sta assegnata alla Francia, scrisse: ricevo dal Comune di Nizza - tra parentesi - (Sicilia) la somma di 190 ducati e da quel momento il nostro paese si cominciò a chiamare con il nome di oggi! Carissimi, dobbiamo festeggiare e onorare questa ricorrenza, così importante, soprattutto per noi; dal pomeriggio e nella serata di mercoledì 16 si farà una notte bianca “tricolore”, con numerosi e significativi eventi, che potrete leggere sul manifesto attualmente affisso ai muri. Per questo siete tutti calorosamente invitati ad intervenire; dobbiamo partecipare tutti e sarebbe molto bello se ognuno esponesse sul proprio balcone la bandiera tricolore, soprattutto in quelle strade che diventeranno zona pedonale! Giuseppe Di Tommaso Sindaco di Nizza Di Sicilia

 
 

Egregio Direttore Santisi, Voglio anch’io esprimere un breve pensiero a proposito dell’unità d’Italia. Ritengo sia questa una ricorrenza magica in cui tutti, per il fatto di essere cittadini italiani liberi, uniti, forti di tradizioni e di valori democratici, dovremmo ancora adesso emozionarci come succedeva quando, da ragazzi, il solo ascoltare il nostro Inno ci faceva brillare gli occhi di lacrime. Un pensiero forte va alla nostra nazione, alla nostra cara e martoriata Italia, ai molti che in passato l’hanno difesa a costo della propria vita e a tutti noi che oggi dovremmo sostenerla in ogni caso, soprattutto quando si minaccia di minarla e renderla debole. Cominciamo ad amare il nostro paese, le nostre case, le nostre vie, i nostri concittadini, affinché tutti, anche a Pagliara, ci possiamo sentire un nobile tassello di questa unità nazionale. Un forte abbraccio, Santino Di Bella – Sindaco di Pagliara.

  Fonte: Jonionotizie

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