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SCIGLIO. AD APRILE, PRESSO IL "PALAZZOTTO STERI" SARA' PRESENTATO IL 77° "OPUSCOLO ROCCALUMERESE"

SCIGLIO. AD APRILE, PRESSO IL "PALAZZOTTO STERI" SARA' PRESENTATO IL 77° "OPUSCOLO ROCCALUMERESE"

Secondo i dati di “Abbracciamo la cultura”, ogni euro investito nel settore ne produce sei in ricchezza per il Paese. La miglior risposta a certe dichiarazioni di alcune “autorevoli” figure politico-economiche del nostro Paese non può che arrivare dai fatti, o meglio, in questo caso, dai dati. E allora non esiste una risposta migliore, a chi afferma che con la cultura non si mangia, dei numeri che dicono che in Italia sono centinaia di migliaia i lavoratori che “vivono” di cultura, oltre il 2,3% dell’intera forza lavoro.

 

ROCCALUMERA - L’Archivio Concetto Marchesi, che ha sede in Sciglio di Roccalumera, in via S.Cosimo, ha pubblicato il 77.mo “Opuscolo Roccalumerese“, e precisamente la monografia dal titolo: “Antica torre di guardia in Roccalumera “. L’avvocato Matteo Steri, direttore della Casa editrice C. Marchesi, farà, nel mese di aprile p.v., e nella biblioteca del “Palazzotto Steri ", la presentazione del libro.
Stralcio il seguente passo dalla suddetta monografia:

“Soffermiamoci ancora un poco sul villaggio Palma facente parte fino al 1854 del territorio di Pagliara e nel periodo risalente del territorio di Savoca.Possiamo solamente immaginare la serenità e la quiete che abbia offerto, pur nel ritmo della tranquilla vita che vi si svolgeva,ai viaggiatori di quel tempo. Villaggio gradevole alla vista e all’animo, dov’era anche possibile trascorrere ore e giornate amenissime. Infatti le belle case, le locande, il baglio, la maestosa torre e le altre torri, le chiese del SS. Crocifisso e di s.Anna, i fertili terreni coltivati a vigna, il filare delle tamerici lungo la marina, la moltitudine delle piante di palma lo rendevano un’oasi di verde, di tranquillità e di spensieratezza. Non ci si annoiava punto, pieno di vita com’era. Vi si fermavano a tutte l’ore viandanti, passeggeri, viaggiatori di commercio, e si potevano incontrare frati questuanti, monaci basiliani, uomini d’affari e donne di facili costumi. E vi era il viavai delle carrozze che vi sostavano per il cambio dei cavalli, e dalle quali, nel frattempo, scendevano persone ragguardevoli e donne avvenenti. E i piacevoli rumori che venivano fuori dalle diverse botteghe dei sereni artigiani, paghi del loro lavoro e fiduciosi nella divina Provvidenza, infine ne caratterizzavano le attività quotidiane”.

Domenica 27 Febbraio 2011

Fonte: Foglio di Sicilia

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